
Mica lo graffiavo… gli facevo il solletico!

il blog di Sgatto e Elodie principessa gatta
Lo sapete in questi giorni sono alle prese con le selezioni e con lo smistamento delle ultime foto che stanno arrivando (a proposito grazie a tutti!!!) e ne è arrivata una che mi ha fatto sussultare. Dallo scrigno dei ricordi ha tirato fuori una me di fronte alla vetrina di un fiorista, tanti, tanti anni fa. È incredibile come la mente leghi alla semplice immagine di un fiore rosa di cui ignoro perfino il nome tante emozioni e ricordi vagamente dettagliati.
Scelgo veramente raramente i fiori come dono e ogni volta che l’ho fatto era quasi sempre slegato dai contesti soliti… ma quel giorno, quel giorno avevo assolutamente bisogno di un mazzolino.
Entro nel negozietto del paese e vengo abbracciata da un tumulto di colori e profumi, e quell’aria dalla consistenza leggermente umida.
Devo avere il tipico atteggiamento di chi non sa cosa scegliere, ma sono avida e irrequieta di trovare quel che cerco e lo trovo in diversi mazzi di fiori e in diversi colori. In qualche modo il commesso coglie qualcosa dal mio frugare e forse anche dal mio evitare il suo sguardo.
Lo guardo ma esito ancora. Sospiro e poi getto gli occhi nei suoi.
Il fiorista mi guarda stupido ma con una punta di curiosità delicata che mi incoraggia a continuare…
Sento lo sguardo cambiare, lo sento ma non lo vedo, il mio l’ho buttato sulle distese di colori dei fiori recisi sulla mia destra.
Scoppio a ridere, e inizio a indicare – quella margheritona rosa è bellissima, e poi anche quello che sembrano palline, ci giocherà sicuramente
Torno a casa con il mazzolino di fiori più variopinto e più confuso dell’universo, talmente stonato da diventare bellissimo e glielo sistemo entusiasta e malinconica al tempo stesso… – tesoro questo è per te, tutto da spelacchiare e distruggere…!
Lei ovviamente lo ha snobbato alla grande come ogni vero gatto che si rispetti.
L’ha degnato di qualche zampata solo dal terzo giorno… e poi finalmente ne ha rubato uno.
Ma aveva capito tutto, fin da quando gliel’ho portato e messo vicino a portata di zampa. Era per lei. Perché le piaceva, perché volevo che giocasse e fosse serena fino all’ultimo.
Piccola Fatties ho così tante cose di cui ringraziarti… comprese le lacrime che sono nate ora, di nuovo… per te.